Il Teatro "Ventidio Basso" di Ascoli Piceno

Luoghi da vedere ad Ascoli Piceno: il Teatro Ventidio Basso

Ad Ascoli Piceno il Teatro Ventidio Basso, tra velluti, affreschi e tavole, testimonia una tradizione millenaria

Informazioni utili

Ad Ascoli Piceno, nelle immediate vicinanze di Piazza del Popolo, di fronte al Chiostro Maggiore di San Francesco, si erige il Massimo cittadino. Intitolato a Ventidio Basso, vecchia gloria repubblicana del I Sec A.C. di origine ascolana, con i suoi 842 posti è la sala storica più grande della provincia, nonché terza in ordine di grandezza della Regione Marche.

Il teatro, riaperto dopo alcuni lavori di ristrutturazione nel 1994, si compone di una sala ovale con platea e quattro ordini di palchi, ognuno dei quali con 23 accoglienti palchetti e un loggione a galleria progettata dall’architetto Giovan Battista Carducci.
I suoi colori ci conquistano: dal rosso carminio del sipario e dei rivestimenti in velluto al verde degli intonaci, illuminati da finiture dorate e da calde luci. I volti degli affreschi sono di Pietro Carbonari di Jesi ed il soffitto, illuminato da un grande lampadario, fu dipinto da Ferdinando Cicconi. “Il trionfo di Ventidio Basso sui Parti” realizzato da Vincenzo Podesti, fu il primo sipario sostituito successivamente con quello raffigurante Piazza del Popolo recentemente restaurato e tutt’oggi ammirabile.

Attraverso le 3 porte frontali su Via del Trivio si accede all’atrio del teatro, arricchito da nicchie con statue opera di Giorgio ed Emidio Paci. Al piano superiore un prezioso foyer, con stucchi originali ritempra i nostri occhi e diviene spazio per la convivialità fra il I° e II° tempo.

Questo teatro è la continuità di un’antica tradizione teatrale ascolana che ebbe inizio dai primi del’500. Nel 1827 il progetto della costruzione di un nuovo spazio teatrale adeguato alla cittadinanza venne affidato ad Ireneo Aleandri, autore dello Sferisterio di Macerata, che tra il 1840 ed il 1846 segui i primi step di realizzazione del teatro Ventidio Basso. Tuttavia abbandonò l’opera in itinere per dissapori con la committenza e al suo posto subentrarono gli ascolani Marco Massimi, Gabriele Gabrielli e l’architetto fermano Giambattista Carducci, i quali apportarono numerose modifiche e innovazioni alle linee originali del disegno. La facciata neoclassica in travertino, che possiamo fotografare tutt’oggi, presenta un colonnato centrale composto da sei colonne in stile ionico aggiunte da Gabriele Gabrielli.

Il Teatro è aperto nei giorni di spettacolo e, per i gruppi, su prenotazione. Per informazioni: www.ilteatroventidiobasso.it

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