Il Caffè Storico "Meletti" di Ascoli Piceno"

Cosa fare ad Ascoli Piceno? Scegliete il Caffè Meletti!

Tra i punti di interesse storico artistico di Ascoli Piceno, lo storico Caffè Meletti è sicuramente un luogo da non perdere per un’anisetta o un aperitivo, e un tuffo nel passato

Informazioni utili
  • Autore: Lella Palumbi, esperta di storia dell’arte
  • Fotografo: Pierluigi Giorgi photographer
  • Ingresso: libero (chiuso il lunedì)

Il Caffè Meletti, uno dei simboli più noti di Ascoli Piceno, si affaccia in Piazza del Popolo, vero e proprio cuore della città, sul lato ovest, accanto al Palazzo dei Capitani. Nasce come sede del Picchetto della Dogana, trasformato in seguito (1881-84) dall’ing. Marco Massimi in Palazzo delle Poste e Telegrafi.

La vera svolta accade nel dicembre del 1905 quando Silvio Meletti acquista l’edificio ad un’asta pubblica. Dopo due anni di lavori seguiti dall’ing. Enrico Cesari, il 18 Maggio 1907 viene inaugurato lo splendido Caffè Meletti.

La facciata neoclassica in tenue rosa, si eleva su tre piani di cui, l’ultimo, aperto su un elegante terrazzo con affaccio sulla piazza. Il piano terra è caratterizzato da un portico a cinque arcate decorate nel 1883 da Giovanni Picca con simboli “allusivi delle funzioni postali”, unico ricordo della precedente destinazione dell’edificio. Gli affreschi furono ricoperti con intonaco nel 1906, durante la trasformazione voluta da Silvio Meletti e riportati alla luce solo con il restauro del 1998.

Entrare nel locale è come fare un tuffo nel passato. L’interno in stile liberty è perfettamente conservato e l’impostazione è ancora quella originale, con uno spazio destinato alla consumazione al banco, un’altro organizzato con piccoli tavoli rotondi di marmo bianco e sostegno in ghisa lavorata, sedie thonet e divanetti in velluto verde per la consumazione a sedere. Un intero banco è dedicato alla pasticceria.

Il soffitto decorato da affreschi con richiami al tema dell’anice, del pittore ascolano Pio Nardini, è illuminato da lampadari in ottone e vetro di Murano. Spicca sulla destra l’elegante e leggera scala a chiocciola in legno intagliato, oggi non utilizzata, che in origine permetteva l’accesso al piano superiore.

La specialità del locale è indubbiamente l’“Anisetta Meletti”, un liquore a base di anice verde ancora oggi prodotto seguendo la ricetta originale di Silvio Meletti, ottimo se bevuto fresco ed accompagnato da un chicco di caffè, la cosiddetta “mosca”. Potete comunque scegliere il Caffè Meletti anche come luogo ideale per un aperitivo o, se avete scelto di dormire nel centro storico, per una squisita colazione.

Tra il 1990 ed il 1996 il Caffè è rimasto chiuso ma, grazie al felice acquisto da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e ad interventi di modernizzazione, è stato restituito alla città insieme al ripristino della galleria il cui accesso è nella retrostante Via del Trivio.

Interessanti anche i ritrovamenti d’epoca romana resi fruibili da una protezione in vetro, collocati nel piano interrato.

Ai tavoli del Meletti si sono seduti grandi nomi della cultura: Mario Soldati, Beniamino Gigli, Mario del Monaco, Renato Guttuso. Carlo Alberto Salustri, meglio conosciuto come Trilussa, scrive: “Quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”. Il locale è stato anche set di prestigiosi film d’autore: “I delfini” del 1960 di Francesco Maselli con Claudia Cardinale e “Alfredo Alfredo” del 1972 diretto da Pietro Germi con Stefania Sandrelli e Dustin Hoffman.

Nel 1981 il Ministero dei Beni Culturali ha dichiarato il Caffè Meletti di Ascoli Piceno locale d’interesse storico e artistico.

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