Il Carnevale Storico di Ascoli Piceno

Il Carnevale Storico del Piceno

Da Offida ad Ascoli Piceno: la tradizione del Carnevale Piceno affonda le sue radici nella storia

Bove Finto_Featured_Carnevale Storico del Piceno

Culto pagano e legato al dio vegetazionale, il Carnevale rappresenta per il Piceno una delle manifestazioni più importanti e sentite dell’anno, grazie ad una tradizione profondamente radicata che non si è mai persa nei secoli ed è stata tramanda di generazione in generazione nei diversi territori della provincia. Il Carnevale Storico del Piceno, non è infatti solo il carnevale di Ascoli.
Nel Piceno, terra di storia e folklore, le espressioni del Carnevale sono tra loro diversificate ed uniche nel loro genere.

Di storiche tradizioni è esperta Offida che, con il suo Bove Finto non ha nulla ad inviare all’internazionale Pamplona. A ciascuno comune il suo festeggiamento: “Lu Bov’Fint” è folklore viscerale offidano che coinvolge le congreghe e gli abitanti del borgo tutto l’anno; Castignano che con i suoi “Moccoli” colorati trascina tutti fino al grande falò nella Piazza Centrale ed infine i carri cinquecenteschi Acquasanta Terme, antica archeologia del Carnevale di Roma che purtroppo, a seguito degli ultimi eventi naturali per quest’anno ha rinunciato alle iniziative carnacialesche ma non alla voglia di recuperare e mantenere vive le radici del suo popolo.

 

La tradizione picena del carnevale subisce le prime mutazioni nell’800 quando feste e veglioni diventano sempre più aperte al pubblico, un patrimonio fruibile dalla città e per tutte le famiglie povere e patrizie. In questo periodo sindacati, associazioni di cittadini e Società come quella del “Mutuo Soccorso” e del “Buon Umor Favorito” organizzano grandi veglioni e balli in maschera dove non manca mai la musica che fa da trait d’union e accompagna il popolo nel momento di transizione dalla festa dagli spazi privati e dei circoli verso la piazza.

E’ il caso della bellissima Piazza del Popolo di Offida che dal 17 Gennaio, giorno di S. Antonio, inaugura il carnevale e trasforma la piazza come centro d’aggregazione e punto di ritrovo nei giorni più divertenti dell’anno. Non mancano gli appuntamenti d’avvicinamento a quella che gli offidani definiscono la “Settimana Santa”. Musica e allegria con le storiche congreghe offidane già a partire da Domenica 12 Febbraio  con la “Domenica degli Amici” che lasceranno il posto a tavola Domenica 19 Febbraio per la “Domenica dei Parenti.”

Con la consegna delle chiavi della città da parte del Sindaco ad una delle storiche congreghe offidane, Giovedi 23 Febbraio si entra nel vivo dei festeggiamenti. Il giovedì grasso, si sa per eccellenza è il giorno dei bambini che dalle 15.00 daranno mostra delle proprie maschere negli spazi del Teatro Serpente Aureo. Ma il rito più atteso d’inseguimento e rincorsa del Bove è previsto per Venerdi 24 Febbraio. Alle 09.00  l’appuntamento per il Bov Fint dei Bimbi e alle 14,15, l’ormai conosciuto in tutt’Italia Bov’Fint , un’evento folkloristico a metà fra una corrida e un’antica usanza  popolare che voleva sulle mense dei poveri nell’ultimo giorno di Carnevale la carne di un bue precedentemente cacciato e mattato.

Si procede con i veglioni di Sabato 25, Domenica 26 e Lunedì 27 che si differenziano per temi e per età ma che racchiudono tutto lo spirito del Carnevale all’interno dell’ottocentesco Teatro Serpente Aureo. La morte del carnevale sarà celebrata Martedì 28 con profonda passione e altrettanta devozione dalle storiche congreghe che insieme ad un fiume di persone in maschera si riverseranno a suon di balli in Piazza del Popolo dove a partire dal primo pomeriggio verrà preparato il falò che manderà al rogo “Velurd” e i peccati goliardici che il carnevale porta con sé.

Stessa fine per “I moccoli” di Castignano, un ricettacolo all’ interno del quale viene inserita una candela che si accende prima di partire per la processione dei Moccoli che celebrano la morte del Carnevale e l’inzio della Quaresima. I moccoli sono lampioncini multicolori costruiti con grande perizia da artigiani locali e piazzati su una canna ancora verde che termina a forma di rombi a più facce.

I colori erano l’elemento chiave nei primi carri realizzati dall’Istituto Agrario di Ascoli Piceno, che cominciarono ad apparire nei primi anni’50 e che esaltavano al meglio l’amore per le tradizioni legate alla terra. Questa tradizione fu ripresa dalla curia interviene e rafforza queste abitudini carnacialesche organizzando per 6 anni una sfilata di carri mascherati. Ma questa usanza, tipica in altre città italiane , dura ben poco nel comune piceno. L’istituzione del concorso mascherato nel 1958 risvegliò la volontà dei cittadini di partecipare alla manifestazione in modo libero e creativo, con gruppi organizzati ma con maschere che dessero libero sfogo alla fantasia. Un’idea che si è dimostrata durevole nel tempo e che ha premiato la creatività degli ascolani.

Photos Courtsey: Associazione Carnevale Ascoli Piceno e Comune di Offida @AlessandradiLuca @Sara.Bruni @ElenaAmatu

Per maggiori informazioni:
www.ilcarnevalediascoli.it

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