MOSTRE AD ASCOLI PICENO

“Bertozzi & Casoni. Minimi Avanzi”: ad Ascoli Piceno arte ceramica e linguaggi contemporanei

Ad Ascoli Piceno le immaginifiche ceramiche di Bertozzi & Casoni dal 26 marzo al 24 settembre per la prima grande personale nelle Marche dei due artisti ceramisti. La mostra d’arte “Bertozzi & Casoni. Minimi Avanzi”, curata dall’associazione culturale Verticale d’Arte insieme ai Musei Civici di Ascoli Piceno, verrà inaugurata nel pomeriggio di Sabato 25 Marzo.

Nella “Città della Ceramica” arriva una personale di Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni che permetterà a tutti i visitatori di ammirare in esclusiva le ceramiche policrome dei due artisti di fama internazionale.

Dal 26 marzo al 24 settembre 2017, nella preziosa cornice della Pinacoteca Civica di Ascoli in Piazza Arringo, si potranno infatti ammirare le opere dei due ceramisti in un suggestivo percorso espositivo di 24 opere che porterà il visitatore all’interno di una eccezionale dimensione creativa e lo immergerà nel surrealismo dei ceramisti degli “avanzi” della società moderna.

Prima della sua apertura al pubblico, la mostra “Bertozzi & Casoni. Minimi Avanzi” il 24 marzo verrà presentata con una preview con cena gourmet esclusiva nell suggestive sale della Pinacoteca Civica di Ascoli, accessibile solo su prenotazione. Alla presenza degli artisti e delle loro creature, sarà possibile degustare i piatti realizzati da tre chefs di prestigio: Enrico Mazzaroni (Ristorante Il Tiglio), Andrea Mosca ( Ristorante Marili) e Fabio Balducci (Gazzani Banqueting). Un’esperienza unica ed irripetibile  che coniuga perfettamente il gusto visivo dell’arte al gusto per il buon cibo.

Un percorso espositivo fra nature morte in ceramica

“Melanconia”, “Primavera”, “Estate”, “Mediterraneo” ,”Sparecchiatura di maggio”, solo alcuni dei nomi dei capolavori che declinano in chiave contemporanea elementi della vita quotidiana: rifiuti, lattine, rimasugli e avanzi di cibo, pattumiere, ma anche fiori, farfalle, animali, giornali, ed elementi urban che sapientemente smembrati e riassemblati compongono le insolite nature morte.

Il nucleo di opere esposte,  che saranno collocate nel percorso espositivo permanente della Pinacoteca, testimoniano tutti quei soggetti che hanno ispirato la carriera dei due artisti romagnoli in costante ricerca e sperimentazione con un materiale come la ceramica.
Inoltre sarà possibile ammirare un’opera di rilevanti dimensioni, creata site-specific, che svelerà la complessità del lavoro con la ceramica policroma che ha reso celebri i due artisti.

Un verismo estremo, quasi maniacale, nel quale vengono ritratte le desolazioni della contemporaneità legate al lento e inesorabile degrado che è paradossalmente annunciatore anche della rinascita di quello che circonda la nostra vita.

Le opere di Bertozzi e Casoni mettono in risalto con immediatezza il dualismo fra composizione e decomposizione, morte e rigenerazione che attraversano l’esistenza di individui e società, in un continuo pendolo tra consolazioni e desolazioni. Esse ritraggono in chiave contemporanea, e con il realismo che solo l’abilità del ceramista sa rendere, i rifiuti che ciascuno lascia dietro di sé, il “capitale umano di piccole estinzioni locali” che agitano il mondo delle cose anche nell’epoca dell’abbondanza.

Ci incantano i cestini stracolmi di cartacce, lumache, tuorli, albumi e gusci d’uova, le pile di piatti sporchi, inutili cianfrusaglie e tubature in cui si incastrano oggetti d’uso comune che ci ricordano la quotidianità, coniugando l’arte della ceramica in un contesto contemporaneo.

In foto:
Giampaolo Bertozzi e
Stefano Dal Monte Casoni.

I due fondano nel 1980 a Imola l’omonima società di ceramiche.
Tra surrealismo compositivo e iperrealismo formale i due artisti indagano da anni i rifiuti della società contemporanea, non escludendo quelli culturali e artistici, in una messa in scena dai vivificanti rimbalzi senza fine in cui si alternano affondi nel degrado e rinvenimenti di superstiti o misconosciute bellezze, astrazione e figurazione, storia e contemporaneità, immaginazione fantastica e precisione tecnica.

Ascoli Piceno, la tradizione della Ceramica 

Città di antica tradizione ceramica, come i più noti centri di Faenza in Emilia e di Castelli in Abruzzo, ad Ascoli Piceno la tradizione artigianale è infatti prima di tutto maiolica:

Nelle sale del Museo dell’Arte Ceramica, affiancato alla romanica Chiesa di San Tommaso, si possono ammirare porcellane e maioliche uscite dalle fornaci più rinomate d’Europa, ma anche manufatti sette e ottocenteschi prodotti ad Ascoli Piceno presso l’allora aziende di manifattura ceramica con i caratteristici paesaggi o con il tipico decoro della “rosa ascolana”.

A partire dagli anni ’20 del Novecento l’arte ceramica conobbe ad Ascoli Piceno una stagione di grande vitalità, dando vita ad una tradizione ancora oggi ben viva grazie all’opera dei numerosi ceramisti che operano in città nelle loro botteghe d’arte.


Passeggiando per le rue di Ascoli, non vi rimarrà difficile incontrare un laboratorio di un bravo mastro ceramista che vi invitiamo a visitare e nel quale troverete sicuramente un fantastico souvenir di cui vi innamorerete!

 

Maggiori informazioni: 

Quando: dal 26/03/2017 – al 24/09/2017
Curatori: Stefano Papetti, Elisa Mori, Giorgia Berardinelli, Silvia Bartolini
Orari: Dal martedì alla domenica, festivi e prefestivi 10.00-19.00. Chiuso il lunedì
Biglietti: Intero: euro 8,00; Ridotto: euro 5,00

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